Luana

Luana, 27 anni, volontaria del progetto Studio e non solo.

Alcuni volontari del servizio civile hanno iniziato il lavoro da remoto dopo il DPCM. Come volontaria anche per me è iniziato un periodo di lavoro da casa.

Le mie mansioni sono, ovviamente, cambiate e le difficoltà, se pur non molte, erano presenti.
Il lavoro da casa è stato un piacevole stacco dalla routine della reclusione causata dalla pandemia.
Tra le varie mansione assegnatemi, oltre supportare dal punto organizzativo l’associazione, ho avuto la possibilità di interagire con i alcuni referenti di diversi progetti, per la stesura di interviste.
È stata un’esperienza di distinguo che mi ha permesso di raggiungere l’argomento cardine del servizio civile, in particolare, potendo apprendere in prima persona l’interazione tra le figure di riferimento e i volontari. Mi sono addentrata sempre più nel significato che ogni volontario dà al servizio civile.
Questo è stato possibile grazie a volontari che si sono resi disponibili a rispondere a domande per la realizzazione di interviste. Ciò che ne evince è non tanto la difficoltà del lavoro da remoto, ma l’idea comune che l’esperienza del servizio civile sarà diversa rispetto a quella di volontari degli anni precedenti, non potendo stabilire i rapporti nel modo convenzionale.

Credo che, nonostante il lavoro non tradizionale svolto in questo periodo, avremo dei risultati ed amplieremo di molto le vedute del volontariato.

In conclusione, la pandemia ci ha tolto molto, ma ci ha fatto fare passi da giganti in altri ambiti. Tutte queste innovazioni serviranno un domani.
Sarà questo il nostro lascito per i futuri volontari.

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