Antonio Gasparro

Pur non essendo OLP, Antonio “Tonino” Gasparro, presidente dell’ASD Atletica Ebolitana Valle del Sele e riferimento storico di Arci Servizio Civile Salerno, ha fornito un prezioso contributo assistendo (naturalmente a distanza) alcuni dei volontari del progetto “Studio e non solo”.
La sua enorme esperienza, derivante da oltre mezzo secolo di appassionata e capace attività organizzativa, risulta particolarmente utile nella lettura di questa fase.

In tanti anni di attività come sono cambiati i giovani secondo lei?
Oggi i ragazzi sono cambiati tantissimo, sicuramente non conoscono bene la storia del passato, ma questo dipende anche dal fatto che noi, meno giovani, stiamo insegnando poco alle nuove generazioni. Conoscere il passato è importante, perché senza di esso non c’è possibilità di costruire il futuro. Oggi, oltre alla scarsa conoscenza della storia, osservo un maggior individualismo e poca intraprendenza. Il nostro compito dovrebbe essere quello di spronare i giovani verso i loro obiettivi e le loro passioni e insegnargli che il sacrifico e l’impegno rappresentano gli ingredienti attraverso i quali poterli raggiungere.

In questa situazione di emergenza che ci ha portati verso il digitale, come ha modificato il suo lavoro?
Riconosco la grandiosità del computer e della tecnologia già da anni, non lo nego. Tuttavia, non ne sono un amante, preferisco sempre il contatto con la realtà e non con uno schermo. I giovani volontari dell’associazione si sono adeguati molto bene alla modalità da remoto e insieme abbiamo avviato una ricerca sulla storia della sport, in particolare dell’atletica leggera.

Mi sta dicendo che, in qualche modo, avete cercato di mettere insieme passato e futuro?
Si, possiamo dire così. I ragazzi si sono impegnati in questo lavoro di ricerca. Loro con i computer e io con il cartaceo. Stiamo cercando di conservare delle memorie storiche importanti.

E crede che la socialità sia mutata con la necessità di coinvolgere i cittadini in modi diversi dall’incontro “faccia a faccia”?
Sicuramente. Nella nostra associazione avevamo molti bambini e ragazzi, impegnati in attività di atletica leggera, che sono costretti a rimanere a casa, senza la possibilità di praticare sport. Abbiamo cercato, però, di coinvolgerli con le pagine social. I giovani volontari dell’associazione, infatti, stanno realizzando dei video in cui mostrano attività motorie da poter svolgere a casa, in modo da spronare i nostri piccoli atleti.

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